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| [Il silenzio - Dicembre 2011] |
La vita é un valzer.
La vita é un valzer passo dopo passo, inciampando al suo ritmo.
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giovedì 3 maggio 2012
L'AMARO DEL CACAO O QUELLO DEL CAFFE'.
venerdì 23 marzo 2012
LA LAVATRICE
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| [Pori - Marzo 2012] |
Ho sognato la lavatrice e da allora ci ragiono un po' su come facevo nel sogno, seduta a gambe incrociate quasi fosse metafora.
Perché ci vuole un grande coraggio, ad aprire lo
sportello e infilare le tue cose e le mie, scegliere il detersivo,
scegliere il programma e dare il via.
Perché quelle cose si mischieranno un po', e ne usciranno ancora se stesse ma con qualcosa in comune.
Si assomiglieranno, un po' come mi accorgo che stiamo facendo noi.
Contagiandosi con i modi di dire, con i sentimenti, la sottile cadenza delle parole, le espressioni del viso.
Aha.
E detta cosí sembra una gran bella cosa, perché é restare se stessi ma
allo stesso tempo é diventare qualcosa di più, qualcosa che è se stessi e che è la nostra somma
insieme.
E allora, forse, l’unico coraggio che ci vuole è nel decidere
di farla, la somma, non sapendo bene cosa ne verrà fuori, chiudendo con un sorriso quell'obló alle spalle, immaginando il risultato e il profumo.
E i giorni dopo quel 'lavaggio'? quando non sará il profumo che non si sente dalla bottiglia di detersivo, ma quello reale che rimane sui vestiti?
Saremo contenti di quel risultato?
Perché il tuo odore mi piace, anche quello che hanno le tue cose che non é quello che hai propriamente addosso, ma con l'olfatto niente é matematico.
A volte l’odore sembra pungente, e invece poi il profumo
sarà delicato.
Chissá.
La cosa sicura é che non potremo cambiarci come si fa con i detersivi. O almeno non potremo farlo senza prima strapparci di dosso, perché abbiamo radici e uncini come certi semi che rigogliano ogni giorno di piú nell'umiditá di un fazzoletto di carta.
E sarebbe dura, perché a volte mi indossi davvero e mi pronunci nei dettagli.
E allora rimango pensierosa, ma mi sento di poter trovare il coraggio per aver fiducia in un lavaggio, in una centrifiga, in un detersivo.
E quando mi immagino in quella piccola casa penso subito a Dalí e ad un bagno un po' piú grande e alla mattina, insieme.
venerdì 11 novembre 2011
CHE COS'HAI TU DA BRILLARE TANTO?
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| [Rette Parallele - Ottobre 2011] |
É un anno che me lo chiedo.
E pensare che l'avevo definito ' un'affare da poco '.
Sono 12 mesi che ci siamo incontrati e mai piú lasciati.
Io e te.
Che abbiamo cantato e sognato l'Africa.
Che abbiamo dimenticato bagagli e abbiamo sfidato la gravitá.
Sono 12 mesi che ho conosciuto il casale con piú stanze che avessi potuto immaginare.
Che ho trovato la forza di amplificare me stessa.
Che ho riscoperto che si vive di colori e di pura luce.
V : Che bello lav' averti incontrato.
D : A domani 'andina.
Cin.
mercoledì 19 ottobre 2011
IL MIO PARCO GIOCHI.
in una zona già nostra
- che già viviamo -
e facendole vibrare ci permettono di cogliere
nuovi spunti dentro di noi.
[Cesare Pavese]
É merito vostro.
Di tutte quelle persone che hanno fermamente creduto in me, sempre.
Che mi hanno aiutato ad avere determinazione e coraggio quando le gambe facevano 'giacomogiacomo', e hanno riempito le mia ansie con allegria ed abbracci.
É merito vostro, di quei pochi che hanno saputo risvegliare ognuno a suo modo, pterodattili, grilli, cantastorie, arcobaleni, giocolieri ed hanno reso le mie viscere un invidiabile parco giochi.
Il primo passo é fatto, era insperato.
Nel secondo ci credo, chissá se il finale sará ancora piú lieto.
sabato 1 ottobre 2011
COME SEMPRE.
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| [Soli inventati - Autunno 2011] |
Mi mancava, mi mancavi da morire.
Stare a guardarti negli occhi sorseggiando una corona.
Quei gesti semplici che tutto sono diventati fuorché scontati.
E quella sensazione leggera che le cose belle della vita siano ancora tutte da scrivere.
venerdì 17 giugno 2011
BIRRA IN BOTTIGLIA E TE.
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| [luna rossa - Estate 2011] |
Ho parlato di divergenze,
hai parlato di presenze.
ci siamo accorti delle distanze,
ci siamo detti anche:
"spero per sempre"
[Morgan]
Seduti sulle scalinate al piazzale.
Una birra in bottiglia.
Le tue braccia lunghe mi intrecciano le ginocchia.
I miei occhi cercano di sfuggere i tuoi, che mi trema lo stomaco altrimenti.
Mi intrappoli, ma non voglio scappare.
Non potrei.
Piú.
Ti apri cauto e ti ascolto.
Incantata.
Mi piace tanto sognare con te.
Diventa tutto piú reale.
La luna ieri é diventata rossa.
lunedì 13 giugno 2011
STAI CON ME.
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| [Estate 2011 - Abbracci multicolor] |
Due solitudini si avvolgono, due corpi estranei s'intrecciano, duemila esitazioni sbocciano.
Stai con me.
[Subsonica]
Pensare alle nostre piccole opportunitá di crescita.
Alle nostre nuove piccole case.
Alla vita nuova.
E dominare Firenze,dopo un temporale, su in alto nel ballatoio, confusi fra i merli di Palazzo Vecchio. Mentre i nostri pensieri e l'entusiasmo si ossigenano liberi e ci sopraffano.
Parlare di indipendenza, ma sentirsi parte della tua vita sempre di piú.
Aver solo una gran voglia di abbracciarti.
Talmente forte da togliere il respiro.
Hai presente?
mercoledì 25 maggio 2011
E PASSI QUEL CONFINE.
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| [ Serrature - Primavera 2011 ] |
Serratura : Oh, mi dispiace, sei troppo grossa, proprio Impassabile.
Alice : Vuoi dire Impossibile.
Serratura : No, Impassabile. Niente é Impossibile.
[Lewis Carroll]
Alle 8 a casa mia, tornare di corsa dal lavoro e senza motivo essere giá felice. Sará che le Murate.. dio se son belle!
Passeggiare fra le statue di luce, incontrare le vecchie amiche fantasiose del Polimoda, la Lauretta ed il suo gesso al metatarso.
Mi piace, mi piace, mi piace.
Soprattutto perché ti tengo per mano e sei felice quanto me.
Sei attratto da tutto questo, l'inarrivabile, l'ingestibile.
Il profondo.
Per questo le mie mille serrature non ti hanno spazientito, con il tuo mazzo con mille chiavi e misure le hai vinte ad una ad una, esitando ma scegliendo sempre la chiave giusta.
Ed é cosí che iniziamo a parlare del futuro.
Esclusivo per noi.
Due-tre le scene che racconti e che sono sotto la mia pelle da sempre..
Posso provarci quanto voglio a ripetermi dentro che conviene aspettare, ma desidero piú di ogni altra cosa vivere a pieno te e i tuoi sogni.
E ho i brividi, non é che siamo alla vetta tanto ambita e quassú fa sempre un po' freddo?
Non lo so.
Mi sembra di non esserci mai arrivata.
Passeggiare fra le statue di luce, incontrare le vecchie amiche fantasiose del Polimoda, la Lauretta ed il suo gesso al metatarso.
Mi piace, mi piace, mi piace.
Soprattutto perché ti tengo per mano e sei felice quanto me.
Sei attratto da tutto questo, l'inarrivabile, l'ingestibile.
Il profondo.
Per questo le mie mille serrature non ti hanno spazientito, con il tuo mazzo con mille chiavi e misure le hai vinte ad una ad una, esitando ma scegliendo sempre la chiave giusta.
Ed é cosí che iniziamo a parlare del futuro.
Esclusivo per noi.
Due-tre le scene che racconti e che sono sotto la mia pelle da sempre..
Posso provarci quanto voglio a ripetermi dentro che conviene aspettare, ma desidero piú di ogni altra cosa vivere a pieno te e i tuoi sogni.
E ho i brividi, non é che siamo alla vetta tanto ambita e quassú fa sempre un po' freddo?
Non lo so.
Mi sembra di non esserci mai arrivata.
mercoledì 16 marzo 2011
FEBBRAIO.
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| [Inverno 2010 - Michelle Arlotta Shot ] |
Febbraio eran pensieri. Milioni di milioni, alcuni poi scritti il resto tenuti in testa.
Un mese di tutto e il contrario di tutto, eccitazione e silenzio.
Un mese in cui ho salutato l'amico peloso di una vita e un pezzetto di cuore che ho regalato alla persona che stimo piú sulla faccia della terra.
Addio per sempre, anche se per sempre come dice la mia canzone fondamentalmente é uguale a mai.
La mia vita va in crescendo, il mio prato brulica di fiorellini piccoli ma coloratissimi.
Con tutte le persone vere che finalmente ho intorno.
Con un fiume di parole che mozzano il fiato.
Con sorrisi bellissimi con cui potrei tappezzare il cielo.
Con la soddifazione che sta nelle piccole cose, in quelle che mai t’aspetteresti, quando non chiedi nulla eppur ricevi un mondo, abbracci lacrima e raccogli sorriso.
Felice.
Da quel giorno in cui mi sorse il dubbio d'essere di piu sembra passata un'eternitá, quando mi sembrava di non essere in grado di poterle aprire tutte quelle porte, quando mi rimpivo di perché e soffocavo la paura di trovare alla fine di sig.Labirinto qualcosa per cui non ne valesse la pena.
E invece, dal riflesso di me che leggo nelle persone importanti, vedo finalmente me stessa.
Color arcobaleno.
Mi sento cambiata in tante cose. Un po' piú riflessiva, anche se riflessiva per me é un concetto che si sa.
Sto col naso all'insú.
Ma adesso riesco a contemplare e osare ma finalmente anche a godere.
Ma adesso riesco a contemplare e osare ma finalmente anche a godere.
Quasi sempre.
Ogni tanto annuso la leggerezza delle ore trascorse senza pensieri, penso a quanto mi piace.
Mi piace l’attenzione per le piccole cose.
Qualche litro di solitudine e alcune tonnellate di libri e un film.
Io e la fine di un anno tremendo alle spalle, il profumo fragrante della primavera alle porte, che sento anche un po’ mia.
E lui, che complesso come me la mia mano non l'ha lasciata mai.
Quando sfoglia il mio portfolio, scava tanto in profondità che non guarda le immagini, ci passa attraverso ed abita me.
C'é ogni giorno, in modo sempre diverso e fuori dall'abitudine é presente, vicino ma senza gabbie.
Che bellezza.
E a rileggerlo cosí non mi sembra neanche troppo un granché, ma ad averlo vissuto....
giovedì 24 febbraio 2011
24/02/11
[00.32] V:
" Che i sogni siano segni, che i sogni siano sintomi"
" Che i sogni siano segni, che i sogni siano sintomi"
[00.45] D:
" Che i sogni siano sintomi, siano armi nucleari"
" Che i sogni siano sintomi, siano armi nucleari"
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Sai sempre trovare le parole giuste per completare le mie.
Buon compleanno metá della mia luna.
lunedì 17 gennaio 2011
RISCHIARE.
Premetto che ho trascorso un sabato sera da 10 con i miei migliori amici e lui, sono rincasata alle 5.
Ma era una domenica importante.
Non importa se ho dormito 3 ore scarse.
Nemmeno se quasi gli occhi hanno fatto fatica ad aprirsi.
Sono scesa dal letto, ho appena socchiuso le persiane e c'era una giornata cosí primaverile che ho infilato il meglio da cavallerizza che avevo e sono corsa da lui, senza pensarci due volte.
Ormai con questa voglia di nuovo che mi ritrovo, non potevo certo perdermi la parata e la processione a cavallo, proprio con lui poi, inesperto quanto me.
Chissenefrega se quasi sicuramente le avremmo combinate anche oggi le nostre, d'altronde guai deludere le aspettative, noi non avremmo mai potuto farlo!
Staccare la spina, buttarsi fra i boschi e divertirsi insieme ai miei sani amici cavalieri, ai loro sorrisi e alla mia 'scimmia' mogano non ha un prezzo.
Chissenefrega se quasi sicuramente le avremmo combinate anche oggi le nostre, d'altronde guai deludere le aspettative, noi non avremmo mai potuto farlo!
Staccare la spina, buttarsi fra i boschi e divertirsi insieme ai miei sani amici cavalieri, ai loro sorrisi e alla mia 'scimmia' mogano non ha un prezzo.
Che soddisfazione!!
Dio se adoro le sfide.
Dio se adoro le sfide.
Fanculo ai tamburi e alle trombe casiniste che ci hanno solo fatto sgranchire le gambe, e fare qualche funambolismo per sorprendere il pubblico.
O giusto per sedersi al tavolo (di un agriturismo incredibilmente paradisiaco) e mangiare cose genuine soddisfatti, con i muscoli allenati e un po' stanchi, col sole in faccia e sul cuore, con lui "parcheggiato" accanto a me a mangiare, vivente parlante e nutrito di avena e non di benzina.
Che soddisfazione!!
Mi basta un giorno cosí e tutte le fatiche della settimana ed il lavoro massacrante sono in cavalleria.
Appunto.
Poi il ritorno a casa é stato binomio.
Montare in sella felice e rendersi conto che siamo sempre piú una cosa sola, con i nostri capelli lunghi al vento.
Per la prima volta dopo 7 mesi insieme mi sono accorta che era arrivato il momento, ero pronta per fidarmi davvero.
Ho rinunciato al controllo, ho lasciato le redini morbide e mi sono attaccata al suo collo piú stretta che potevo.
Per la prima volta dopo 7 mesi insieme mi sono accorta che era arrivato il momento, ero pronta per fidarmi davvero.
Ho rinunciato al controllo, ho lasciato le redini morbide e mi sono attaccata al suo collo piú stretta che potevo.
Sentivo il suo cuore battere forte,di controtempo al mio facevano un tuono continuo.
Il suo respiro si faceva impaziente e carico, il mio sereno.
Il suo respiro si faceva impaziente e carico, il mio sereno.
Fanculo se non era la situazione piú giusta, il terreno era bagnato, i campi coltivati e non era prudente, sentivo i suoi muscoli tesi come corde ed i miei rilassarsi piano piano.
Quando ha voltato il suo viso l'ennesima volta verso di me, come a chiedermi il permesso, ho guardato i suoi occhi e tanto era l'adrenalina e la dolcezza che contenevano che ho socchiuso i miei, ed ho cercato di rimanere cosí piú a lungo che ho potuto.
Poi al galoppo in discesa, veloce, senza freni, quanta libertá.
Sembrava di volare.
Quando ho riaperto gli occhi dominavamo Firenze, mi sembrava di essergli corsa incontro come mai ed averla incontrata veramente.
Sono stata mille volte a Cercina, ho guardato il panorama mille giorni da li ma mai ci sono saltata dentro cosí.
Sono stata mille volte a Cercina, ho guardato il panorama mille giorni da li ma mai ci sono saltata dentro cosí.
Ed ho pensato che é la metafora di quello che ho voglia di fare della mia vita da oggi, sempre.
Rischiare ma entrarci dentro davvero.
Perché mi viene naturale e so farlo a modo mio.
Rischiare ma entrarci dentro davvero.
Perché mi viene naturale e so farlo a modo mio.
Senza mezze misure e freni.
Fidandomi quando é il momento ed é il mio cuore che ci crede.
Non ho affatto perso la voglia, dopotutto il peggio che ho passato.
Sono carica di ottimismo e voglia di meraviglia.
E so che sapró vivere appieno anche te.
Che sei cosí unico e inconvenzionale.
Che mi fai camminare sulla corda e assaporare l'attesa, anche se non ci riesco sempre.
Con una paura fottuta ogni tanto ma un cuore che batte a mille.
Che sei cosí unico e inconvenzionale.
Che mi fai camminare sulla corda e assaporare l'attesa, anche se non ci riesco sempre.
Con una paura fottuta ogni tanto ma un cuore che batte a mille.
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martedì 4 gennaio 2011
A CUORE SCALZO.
Proprio cosí. Camminiamo a 'cuore scalzo' su questo 2011 che é arrivato accanto a te.
Che mi hai aiutato a gustare la notte e il giorno di questi tre giorni bellissimi, a vivere un pó fuori tempo, come piace a noi.
Lunghe passeggiate e brividi. Pause di occhiate e sorrisi.
Complicitá.
In una Roma prosperosa e bellissima, piena di gente e d'arte e d'ossigeno per la mia mente.
Altalena fra quel che é stato e quel che sará, un po' come noi.
Che schizziamo sempre piú in alto.
Pronti al salto.
Stanotte ripensavo a te che leggi e traduci i sonetti in francese di La Fountaine e mi tieni la mano.
Di fronte a quel rosso, verde, blu acceso delle illustrazioni di Chagall.
Al valore di quel momento.
E ai tuoi occhi verdi e pieni.
Un verde mare di speranze per crescere, volare, interpretare una realtá che non avevo mai guardato con queste lenti, con questa serenitá e con l'egoismo che mi hai insegnato ad avere, quello sano che ci da la spinta per inseguire la felicitá, senza adeguarsi agli altri.
E' un nuovo inizio.
Buon 2011 a tutti.
E soprattutto a noi.
mercoledì 29 dicembre 2010
MOTORE ACCESO.
" Con te sarò nuovo.
Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita,
nel periodo in cui sto bene,
in cui ho capito tante cose.
Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto
con la mia gioia.
In questo periodo la mia vita è piena,
ho tante cose intorno a me che mi piacciono,
che mi affascinano.
Sto molto bene da solo, e la mia vita senza di te è meravigliosa.
Lo so che detto così suona male,
ma non fraintendermi,
intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sia infelice:
sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità, e così tu saresti la mia salvezza.
Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa,
ma con te lo sarebbe ancora di più. "
[Fabio Volo]
E poi torno a casa e sto con la macchina accesa, apro il finestrino anche se é freddo, mi fumo una sigaretta, ripenso alla serata fra i rumori di casa e mi sembra di prendere quell'attimo in cui senza intrusioni mi spoglio dal mondo e mi ascolto.
Le parole che non riesco a dire, i pensieri che si spingono un po' oltre.
Le paure anche. Ancora tante, piú adulte e piú reali.
Paura di correre, di sbagliare, di perdere questa meravigliosa sensazione.
Leggo ovunque che la felicitá non dura una vita, e che molto spesso é un arco per cui raggiunto il culmine si ritorna indietro.
Non lo so, come potrei respirare senza provare piú tutto questo? Eppure.
É solo che adesso mi sento che non c'é attimo in cui non desidero quello che faccio da un mese a questa parte, esaudisco me stessa prima di tutto, vedo chi voglio veramente vedere, mi faccio una doccia e mi metto a leggere, mi sento in pace, non lo so spiegare.. una persona libera che sa godere a pieno della sua libertá, dei momenti vuoti, dei silenzi.
E questo é anche il mese in cui sei nella mia vita, ogni singolo giorno. E so che tu non sei l'artefice della mia felicitá ma forse proprio come dice Volo ne sei il completamento, una piccola parolina "lode" sul 110.
Perché ho scritto una pagina piena di sogni, te l'ho raccontata e mi hai dato lo spunto per continuare a scrivere la successiva. Ti ho regalato una fotografia, mi hai sorriso, ci hai fatto una cornice con legno e rame ed io ho solo voglia di scattarne una nuova per vedere come la completerai.
Ecco cos'é, mi sento un'artista con tanti colori ad olio ed una tela davanti al naso. Un lavoro appena iniziato ed incompleto, ma di cui in prima persona ne sono soddifatta, promette bene, magari nelle sue imperfezioni sará unico nel suo genere.
E tu ne stai creando uno completamente diverso, che a vederlo cosí accostato al mio é una scommessa ma si sta completando di paripasso al mio, e proprio questo é meraviglioso.
Ecco perché io ho amato un'altra persona in passato, ho sognato una vita con lui, ne ho apprezzato la semplicitá, la spensieratezza e l'amore che ha saputo darmi ogni giorno, ma ho capito che se hai un motore dentro, un fuoco che brucia legna piú del normale e non hai accanto una persona che va alla tua velocitá e non puó alimentarlo come necessita, per amore potrai rallentare abbassare la fiamma ed accontentarti, lui potrá cercare di accellerare e impiegare tutte le sue forze per tagliare legna, potrete trovare la vostra famiglia e gioire della semplicitá e dell'affetto.
Ma la felicitá é un'altra cosa.
E stanotte quando ero con te all' "Aurora" ci ho pensato come non mai.
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lunedì 27 dicembre 2010
LEZIONI DI VOLO.
Stanotte pensavo in che punto di mare stavi.
Con questa pioggia.
Mentre io mi divertivo con i miei due migliori amici e raccontavo di noi.
Faccio la 'bona', cerco di incollare i piedi a terra, ma a te ci penso spesso.
Perché ogni volta che ti chiamo mi sfarfalla dentro la tua voce al di lá del filo, e mi sento bene a raccontarti di me.
Della mia giornata, delle mie peripezie, di quello che ho notato e che mi ha fatto sorridere.
So che ti piace farmi svolazzare tra i pensieri e le impressioni e le idee.
Mi ascolti attento, mi vivi e mi riempi dentro.
E poi ogni tanto inciampo fra i tuoi occhi. Cosí difficili da ritrovare in quasiasi altro viso.
Di quel colore cosí speciale.
Variabile.
Che mi fa stupire sempre.
Il destino me li richiama ogni tanto i tuoi occhi, a suo piacimento, con abbastanza regolaritá ormai.
Li vedo qua e lá, come a volermi suggerire 'seguili'.
Un sassolino alla volta, senza correre.
Io lo so che é giusto, ma dato che il freno dentro a me non l'hanno proprio inserito, segretamente anche stasera ho buttato un pensiero a come sará, e come mi succede sempre quando mi capita qualcosa in cui davvero ci credo, mi sento impaziente.
Maledettamente.
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| [ Inverno 2010 - Armi da volo ] |
venerdì 24 dicembre 2010
IERI.
" Uno si costruisce grandi storie,
questo è il fatto,
e può andare avanti anni a crederci,
non importa quanto pazze sono,
e inverosimili, se le porta addosso,
e basta.
Si è anche felici, di cose del genere.
Felici.
E potrebbero non finire mai.
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa,
nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac.
Senza nessuna ragione,
si rompe d’improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso,
ma davanti,
Poi, un giorno, succede che si rompe qualcosa,
nel cuore del gran marchingegno fantastico, tac.
Senza nessuna ragione,
si rompe d’improvviso e tu rimani lì,
senza capire come mai tutta quella favolosa storia non ce l’hai più addosso,
ma davanti,
come fosse la follia di un altro. "
[Alessandro Baricco]
Quanto siamo diversi ormai? veramente pianeti.
Che effetto mi ha fatto rivederlo? dispiacere.Sará che veramente non me lo ricordavo cosí.
Mai letta tanta smania sul suo viso.
Competizione, forse.
Magari é solo quello che ho visto io e mi sbaglio.Competizione, forse.
Comunque preferisco la mia memoria del cuore con quella si scrive sempre un capitolo a parte.
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martedì 21 dicembre 2010
(LU)NICO (VA)(LORE).
Ci sono unioni che sono indissolubili.
Magari si passa del tempo lontani, perché é la vita, ma l'intesa é la stessa.
Perché ci sono persone che sono magiche, hanno il potere di trasformare il vento forte in fragori di risate, la notte in mattina, una discussione in una presa di coscienza importantissima.
Certe persone, non dicono mai niente, non forzano mai niente, ma ci sono. E ti sorprendono sempre perché non perdono mai la voglia di raccontare e ricordarti come per loro sei.
Anche se ti sei sentita sbagliata, se ti sei sentita insicura, tu sai che quegli occhi ti hanno osservato col cuore, stimato, e si sono fidati sempre di te.
Sono quelle persone che in momenti come questi, anche se con un po' di gelosia e paura di perderti, ti prenderanno in giro ma a modo loro continueranno a tenerti per mano e sapranno gioire di tutto questo insieme a te.
Esistono.
Ed é per quel loro esistere che potrai camminare, correre, osare, inciampare e sbagliare (come é sempre successo nella mia vita) ma dentro di te avrai una sensazione speciale e senzaprezzo: saprai di non essere mai sola.
Ed é per quel loro esistere che potrai camminare, correre, osare, inciampare e sbagliare (come é sempre successo nella mia vita) ma dentro di te avrai una sensazione speciale e senzaprezzo: saprai di non essere mai sola.
domenica 12 dicembre 2010
SABATO.
" E dimmi che il tuo cuore non é un bilocale da 300€ al mese
e che andremo a Roma a salvare le balene "
[Vasco Brondi]
Serata speciale.
Un po' di te in mezzo agli altri, ai tuoi amici.
Un altro spicchio di notte soli io&te.
Adesso sono qui e ripenso.
A quegli attimi di silenzio, in cui parlano solo i nostri sguardi.
A come so, senza un perché, che troveró la chiave giusta per sbloccarli ad uno ad uno, tutti, i tuoi freni.
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martedì 7 dicembre 2010
GOLD
" Con le chiavi d'oro s'apre ogni porta. "
Che bello. Aprire il cuore.
Avere mille modi per raccontarsi.
Per contagiarsi, abbracciarsi, mescolarsi.
Carezzarsi i capelli lunghi in intimitá.
Scoprire le cose in comune.
Come oro al sole d'estate.
Quanto sono importanti.
Noi adesso lo sappiamo e ne godiamo.
Per il resto aspetteremo.
Arriverá.
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domenica 5 dicembre 2010
NY E´ [ parte II ]
| [ Inverno 2010. Riflessi in NY Central Station ] |
L'anima libera è rara,
ma quando la vedi la riconosci,
soprattutto perché provi un senso di
benessere quando gli sei vicino.
benessere quando gli sei vicino.
[ Charles Bukowski ]
Fare le valige e soffrire sempre di piú a chiuderle, tanto il bagaglio che ti porti con te. In tutti i sensi.
Un legame d'amicizia che faticava giá prima ad essere costretto ma che é cresciuto ancora e ancora e ancora.
Perché ci capiamo con uno sguardo io e la mia socia e ci facciamo bastone a vicenda, se necessario.
Un legame d'amicizia che faticava giá prima ad essere costretto ma che é cresciuto ancora e ancora e ancora.
Perché ci capiamo con uno sguardo io e la mia socia e ci facciamo bastone a vicenda, se necessario.
Un po' di NY, di un dicembre tiepido da respirare a pieni polmoni, di colazioni sul tavolone di legno da 'Le Pain Quotidien' in mezzo a persone cosi diverse ma finalmente cosi degne d'osservazione.
Locali speciali, un po retró e fintanto a volte un pó bohemien, la musica dal vivo, i mille ristoranti e i personaggi famosi o semplicemente, comunemente 'personaggi', come la signora dell'OysterBar, degni sicuramente di un inchino e applauso.
Locali speciali, un po retró e fintanto a volte un pó bohemien, la musica dal vivo, i mille ristoranti e i personaggi famosi o semplicemente, comunemente 'personaggi', come la signora dell'OysterBar, degni sicuramente di un inchino e applauso.
Passeggiare, osservare, gustarsi le strade, le bancarelle, le fermate della metro. I colori, le espressioni che solo questa cittá sa regalare.
In grado di risvegliare quel bambino dentro che non vede l'ora di pattinare di nuovo in notturna al Rockerfeller center ed é attonito di fronte a tutte quelle luci colorate.
Prenderci il nostro tempo.
Fare le nostre considerazioni e lasciare i nostri pensieri a mezz'aria, senza forzature.
Scattare, scherzare, scrivere, ridere, abbracciarsi.
Quante risate, quanti sketch, quante diverse sfaccettature di NY abbiamo colto a questo giro!
Ed ogni sera un pensiero a casa, a tutto quello che é cambiato e a quella persona che ti fa sentire come un palloncino ad elio libero fra i sogni, l'arte, le cartoline, milioni di idee e speranze.
Che é sia vento che filo leggero e sa riportarti a casa ogni volta semplicemente con una parola o una canzone ma allo stesso tempo ti stima e ti sprona alto anche da lontano su quelle note.Quelle che potrebbero essere parte della colonna sonora giusta per il tuo futuro, e le tue esperienze.
Nel frattempo incrocio le dita e spero solo che quello che provo adesso dentro, fatto di affetto amicizie e novitá imparagonabili, non si fermi mai.
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